Tempio Malatestiano

Tempio Malatestiano

Attuale catterdale di Rimini, il Tempio Malatestiano  fu costruito sulla preesistente  chiesa di San Francesco. Il rivestimento marmoreo  esterno si ispira ai modelli dell’architettura romana imperiale ed è opera dell’umanista Leon Battista Alberti, che lo realizzò  tra il 1450 e il 1460.

Tempio Malatestiano a Rimini

Nel Tempio Malatestiano per la prima volta la forma di un arco trionfale compare sulla facciata di una chiesa; nel progetto di Alberti i due archi minori  avrebbero dovuto ospitare i sepolcri  di Sigismonodo e di sua moglie Isotta collocati invece all’interno.

Accanto alla porta nella controfacciata interna del Tempio, si trova la tomba di Sigismondo Malatesta, morto poco più che cinquantenne  nel 1468.

Nelle arcate sul fianco destro si trovano i sarcofagi predisposti per la corte di Sigismondo, mentre l’articolato contrasto dei volumi, un gioco modulare di pieni e vuoti, rispecchia la concezione spaziale dell’Umanesimo.

arcate a Rimini

La cella delle relique piccolo spazio attiguo alla cappella di San Sigismondo, conserva il disegno preparatorio per l’affresco di Piero della Francesca con San Sigismondo venerato da Sigismondo Malatesta visibile nella quarta cappella di destra.

San Sigismondo a Rimini

Cappella di San Michele detta di Isotta. Costruita contemporaneamente alla cappella di San Sigismondo, la cappella di San Michele ospita il sepolcro di Isotta degli Atti  amante e poi terza moglie di Sigismondo Malatesta. Gli anfeli sulle parete laterali sono  tra i capolavori di Agostino  di Duccio, scultore fiorentino che lavorò alla decorazione  del tempio almeno  fino al 1456.

Cappella dei Pianeti, rivestita di marmo rosso di Verona la terza cappella prende il nome dai pianeti e dai segni zodiacali  a essi corrispondenti scolpiti da Agostino di Duccio.

Cappela dei Pianeti a Rimini

Cappella di San Sigismondo, consacrata nel 1452  a San Sigismondo re di Borgogna, la prima cappella di destra è rivestita di marmi: nelle nicchie dei pilastri  sono raffigurate le Virtù teologali e cardinali, mentre sull’altare si trova  una statua di San Sigismondo, seduto su un trono sorretto  da coppie di elefanti, gli animali araldici dei Malatesta.

Visitando il Tempio Malatestiano

 

Tempio Malatestiano a Rimini interno

La struttura architettonica  e le decorazioni del Tempio Malatestiano  rappresentano uno dei più importanti esempi  di arte dell’Umanesimo, e furono ideate e realizzate  da diversi tra i maggiori artisti dell’epoca, sotto la direzione di Leon Battista Alberti.

 

La struttura architettonica

Per completare adeguatamente la chiesa destinata ad accogliere le sue spoglie, Sigismondo Malatesta raduno a corte alcuni tra i migliori artisti del tempo, affidando le opere scultoree al fiorentino Agostino di Duccio, che vi lavoro almeno fino al 1456, mentre il generale assetto decorativo fu studiato dal veronese Matteo de’Pasti, architetto che sovrintese  a tutte le costruzioni architettoniche di Sigismondo. Il signore di Rimini partecipò, insieme con Leon Battista Alberti e ad altri umanisti, all’elaborazione del complesso programma iconografico delle figurazioni che snodano  nell’interno del Tempio. Proprio l’impianto decorativo, che mescolava in modo mai visto sacro e profano, insieme con le forme classiche applicate  con magnificenza a una chiesa francescana, costò a Sigismondo l’accusa di eretico , e all’edificio quella di “Tempio pagano” , fino alla scomunica da parte di Papa Pio II. In realtà temi classici e pagani  da sempre si integravano nella decorazione  delle chiese.  Sigismondo e i suoi artisti non fecero che esaltare questa commistione, tentando di confromare ai canoni della classicità  un edificio sacro costituito si a gloria di Dio, ma anche a imperitura memoria del signore di Rimini.

 

Le cappelle

La prima cappella di destra fù consacratanel1452: secondo gli studiosi avrebbe dovuto essere dipinta ad affresco ma, probabilmente su suggerimento di Leon Battista Alberti, si optò per il rivestimento marmoreo affidando a Piero della Francesca la decorazione del piccolo vano attiguo, detto Cella delle Relique.

La statua sull’altare rappresenta il San Sigismondo re di Borgogna, seduto su un trono che poggia su due elefanti, animali araldici dei Malatesta che sorreggono  anche i pilastri con le Virtù cardinali e teologali. Nella controfacciata  del tempio è seppolto Sigismondo.

Cappela di San Sigismondo a Rimini

La Cella delle Relique  custodisce reperti provenienti dall’antica Cattedrale di Santa Colomba e dalla tomba di Sigismondo, insieme all’arriccio per l’affresco di Piero della Francesca che, staccato durante la Seconda guerra mondiale, si può ora ammirare nella quattra cappella di destra.

L’opera, datata 1451, è il primo affresco conosciuto di Piero della Francesca e raffigura San Sigismundo venerato da Sigismondo Pandolfo Malatesta: la sua impostazione rogorosamente classica, scandita  da precisi rapporti spaziali, contrasta con l’impianto gotico della decorazione complessiva, richiamando li linee severe della facciata del Tempio.

Nella Cappella di San Michele detta di Isotta, sono custodite le spoglie di Isotta degli Atti, amante e poi terza moglie di Sigismondo Malatesta morta nel 1474. La Cappela dei Pianeti è con i suoi leggiadri bassorilievi  di marmo, uno dei capolavori di Agostino di Duccio  e della scultura italiana quattrocentesca.

Trono sorretto da una coppia di elefanti a Rimini

I soggetti della decorazione, i pianeti e i segni  zodiacali corrispondenti furono decisi dagli eruditi di corte e costituiscono  una raffigurazione del firmamento  secondo le conoscenza medievali. Lo sfondo del cancro, segno zodiacale di Sigismondo, presenta un bassorilievo con la città di Rimini, che lascia immaginare l’aspetto della città  nel Quattrocento.

Nella prima cappella di sinistra, detta della Madonna dell’Acqua, è conservato il sarcofago dei discendenti e degli antenati di Sigismondo: nel 1862 la cappella è stata rimaneggiata dall’architetto Luigi Poletti, che ha accentuato le dorature  e reso più smaglianti i colori della decorazione, in accordo, come sostengono  alcuni studiosi, con l’aspetto originario del Tempio, quasi sicuramente  pensato con un sontuoso cromatismo.

Crocifisso di Giotto

Crocifisso di Giotto a Rimini

Nel Tempio Malatestiano  si trova anche il Crocifisso ligneo  dipinto da Giotto  per la preesistente Chiesa dei francescani  nel 1299-1300 anno del primo Gubileo. Il Crocifisso di Giotto e la sua dirompente novità costutuirono  un’importante fonte  di ispirazione per la locale  scuola di pittura che nel Tre-Quattrocento  seppe creare  opere di grande rilievo, esposte ora nella gran parte nel Museo della Città.