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Storia di Rimini

Storia di Rimini

Fondata secondo la legenda nientemeno che da Ercole e Noè, la citta di Rimini nasce in realtà da insediamenti villanoviani, sorte su aree abitate già 800 mila anni fa.

Crocevia di popoli deviersi, dagli Etruschi ai Greci, dagli Italici ai Celti, che si stabilirono successivamente alla foce del Marecchia, Rimini assunse l’assetto che ancor oggi conosciamo  quando i Romani fondarono la colonia di Ariminum, il cui nome significa ” la citta sul Marecchia”, da Ariminus, nome latino del fiume.

Furono i Romani, infatti a tracciare il cardo massimo e il decumano massimo, corrispondenti agli attuali via Garibaldi, via IV Novembre  e corso d’Augusto, che si intersecano nel forum (l’odierna piazza Tre Martiri), cuore della vita politica ed economica della comunità.

Le origini e il periodo romano

Abitata sin dal paleolitico, la zona del riminese ospitò dal IX al VI secolo a. C. gli insediamenti della civiltà villanoviana, situati perlopiù verso l’entroterra; successivamente le popolazioni si spostarono verso la fascia costiera, animando la zona della foce  del Marecchia.

mosaico romano di Rimini

Dopo la definitiva sconfitta dei Galli con la battaglia di Sentino (295 a.C.), i Romani fondarono nel 268 la colonia di Ariminum che intorno al 90 a.C. divenne municipium, entrando a tutti gli effetti a far parte dell’impero.

Dell’antica Ariminum restano importanti testimonianze come l’Arco di Augusto( 27 a.C.) e il Ponte di Tiberio, iniziato da Augusto nel 14 e terminato da Tiberio  nel 21 a.C., oltre ai resti di alcune dimore come la domus di Palazzo Diotallevi e quella di età imperiale di Piazza Ferrari.

Il Medioevo e l’età comunale

Tra la fine del II e l’inizio del III secolo si diffonde a Rimini la dottrina cristiana: già alla metà del IV secolo  esistono in città diversi edifici di culto, tra i quali la cattedrale di Santa colomba.

Dopo la cruenta epoca delle invasioni barbariche, con la caduta dell’impero d’Occidente( 476d.C.) e il conseguente regno di Teodorico, dal 493 Rimini conosce un breve periodo di pace, la cui fine è segnata dalla guerra gotto-bizantina che si concluderà nel553 con la vittoria dei Bizantini.

Questi contenderanno le terre riminesi ai Longobardi fino al 756, anno in cui il re franco Pipino donò alla chiesa i suoi possiedimenti, dei quali la citta faceva parte.

Già intorno al 1130 Rimini risulta governata da un Consiglio generale di circa trecento membri, presieduto dapprima da consoli e, a partire dalla fine del XII secolo, dal Podestà: in quest’epoca il centro della vita cittadina si sposta nell’attuale piazza Cavour, dove sorgono il Palazzo dell’Arengo (1204) e, a fianco, quello destinato al Podestà (1330circa)

I Malatesta

Come in tutte le città d’Italia anche a Rimini, da sempre schierata con l’imperatore il governo comunale fu scosso da contrasti religiosi  e lotte tra le fazioni politiche  dei Guelfi e dei Ghibellini che rafforzano il ruolo di guida di alcune famiglie signorili

Tra queste emerge sin dai primi del ‘200 la casata ghibellina dei Malatesta, che nel 1248 passano ai Guelfi esiliando i capi della fazione avversa per assicurasi  il dominio  della città, sancito ufficialmente nel 1334  da un documento del Consiglio  generale.

castel sismondo di Rimini

Sotto i Malatesta, specialmente con l’ascesa al potere di Sigismondo  nel 1429, Rimini diventerà uno dei più importanti  centri artistici e culturali del centro Italia.

Capitano di ventura, abilissimo diplomatico e grande mecenate,  Sigismondo lottò a lungo contro Federico da Montefeltro  per il dominio delle terre tra Pesaro  e Urbino: sconfitto definitivamente  nel 1463 dal signore di urbino  alleatosi con il papa, Sigismondo morirà nel 1468, dopo esseree stato scomunicato da Pio II.

Nel 1528 papa Clemente VII caccerà per sempre i Malatesta  da Rimini, mettendo fine alla loro signoria.

Rimini nello stato della Chiesa

Per circa 300 anni Rimini resterà  sotto il dominio dello Stato  pontificio: è questo un periodo di decadenza per la città,  provata anche dai terremoti del 1672 e del 1786.

Saccheggiata  nel XVIII secolo dagli eserciti stranieri , nel 1797 Rimini accolse Napoleone  tra l’entusiasmo dei giacobini  locali;  dopo il Congresso di Vienna, nel 1815 la Romagna fu restituita  alla Chiesa: in questo periodo si diffusero anche a Rimini numerose sette, tra le quali la Carboneria, protagoniste dei moti risorgimentali  del 1831  e del 1845. Nel 1860 un plebiscito ratificava l’annessione  di Rimini  al Regno di Sardegna.

Dall’Unità ai giorni nostri

Papa Paolo V Statua Piazza Cavour di Rimini

Gli anni tra ‘800 e ‘900 vedono lo sviluppo crescente  della Rimini balneare, sempre più elegante ed esclusiva, con la costruzione del primo Stabilimento Bagni  nel 1843, sostituito poi dal Kursaal, al quale si affiancherà  nel 1908 il Grand Hotel.

Con il regime fascita, il turismo, inizialmente riservato ad una elitè sociale, diventerà un fenomeno di massa, come testimoniano i numerosi ediffici delle colonie marine  che costellano il litorale romagnolo.

La II Guerra mondiale modificò profondamente l’aspetto di Rimini, che subi pesanti danni durante la battaglia per lo sfondamento  della Linea Gotica, svoltasi il 25 agosto 1944.

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