Signoria dei Malatesta

Signoria dei Malatesta

Sotto il marchio turistico Signoria dei Malatesta la provincia di Rimini comprende le località dell’entroterra la cui storia è legata particolarmente alla casata originaria di Verucchio, che governò le terre tra Romagna e Marche tra il Duecento e la fine del Quattrocento.

Malatesta

In massima parte caratterizzati da borghi fortificati e rocche, i paesi della Signoria dei Malatesta sono collegati in estate da un autobus che percorre le campagne riminesi in diversi itinerari, tra vicende storiche e prodotti tipici.

Coriano

Poco lontane da Rimini le campagne di Coriano sin dall’età del ferro ospitarono alcuni insediamenti, testimoniati da un consistente numero di reperti; a partire da III secolo a.C. in queste zone si insediarono anche i romani.

Coriano

Nel 1944 a Coriano si combatte una durissima battaglia per lo sfondamente della Linea gotica, che divideva l’Italia andando da Pesaro a Massa Carrara. Traccia della Signoria dei Malatesta è l’Antiquarium Malatestiano, castello attualmente in fase di recupero.

Gemmano

Poche tracce restano a gemmano  della fortezza che i Malatesta feccero costruire, quasi completamente distruuta nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Questa località dell’entroterra di Rimini si segnala oggi soprattutto per la presenza delle Grotte di Onferno, complesso carsico esplorato completamente sin dal 1916: circa 750 m di cunicoli  e anfratti, che nelle numerose caverne ospitano una delle più grandi colonie di pipistrelli d’Italia.

Grotte di Onferno

Una visione davvero impressionante come l’antico nome “Inferno” testimonia, che secondo una tradizone locale avrebbe addirittura ispirato Dante. All’uscita delle grotte lo spettacolo della natura continua con un breve percorso tra acque, rocce e una vegetazione particolarmente ricca.

Il borgo di Onferno ospita oggi strutture ricettive   e di risorazione, mentre all’interno della Pieve di Santa Colomba è situato un museo naturalistico. Un consiglio: chi intendesse visitare la grotta deve tenere presente che anche in estate la temperatura all’interno delle grotte oscilla tra i 12° e i 14°C; l’abbigliamento adatto comprende poi anche scarpe dotate di suola antiscivolo.

Mondaino

Mondaino prende il nome dai daini  che nell’antichità pascolavano in queste colline, dove si trovava un tempio  dedicato a Diana, dea della caccia: l’insediamento si chiamava Vicus Dianensis, nome mutato con il Cristianesimo in Mons Damarum, il “monte dei daini”.

Mondaino

Dal 1289 il borgo risulta governato dai Malatesta, che proprio a Mondaino firmano diversi trattati con i loro nemici Montefeltro, signori dell’Urbino e dell’Alta Valconca. Della rocca fatta costruire dai Malatesta, che contava ben 13 torrioni, si può ancora vedere la struutura esterna, coronata dalla merlatura ghibellina: all’interno della rocca hanno sede il Municipio  e le istituzioni culturali.

Da non perdere nella rocca il terrazzo da cui si gode una magnifica vista  su Romagna e Montefeltro, e in una delle sale nelle fondamenta, un affresco di Bernardino Dolci raffigurante la Madonna del Latte. Da vedere anche la piazza ottocentesca semicircolare, che ogni in agosto ospita una delle più  importanti rievocazioni storiche della Romagna, il Palio del Daino.

Bernardino Dolci

 

Montecolombo

Il borgo fortificato di Montecolombo sorge su una collina che domina la Valle del Conca: insieme con il vicino paese di Montescudo apparteneva al complesso sistema di fortificazioni voluto dai Malatesta, dal 1271 signori del luogo, a difesa delle proprie terre.

Montecolombo

Dell’antica struttura restano le torri e le mura; da vedere anche la Chiesa di San Martino e il vecchio lavatoio.

 

Montefiore Conca

Montefiore è particolarmente legata al nome dei Malatesta: intorno alla meta del Trecento, infatti fù edificata la possente rocca, che nel 1337 erà abitata da Malatesta Guastafamiglia. Nel 1347 è documentato nella rocca di Montefiore il sogiorno di Luigi il Grande Re dell’Ungheria, mentre nel 1377 vi nacque Galeotto Malatesta del Belfiore.

Montefiori Conca

Le difese della rocca furono fatte rinforzate da Sigismondo, sotto il cui governo il paese si sviluppò ampliandosi  fino a diventare uno dei più importanti borghi della vallata. In una stanza della rocca sono esposti gli affreschi del 1370, staccati e restaurati, mentre la sala dell’imperatore  conserva gli affreschi nella loro collocazione originaria.

 

Montegridolfo

Recentemente restaurato il Castello di Montegridolfo erà uno degli avamposti dei Malatesta verso le terre del ducato di Urbino.  Il borgo è circondato dalle mura  e chiuso da una porta con torre medievale. L’assetto definitivo del castello si deve a Galeotto Malatesta che lo fece ricostruire alla meta del Trecento  dopo la distruzione, nel 1336  in seguito a contese familiari, a opera di Ferrantino Malatesta.

Montegridolfo

Nel 1502 Montegridolfo passo sotto i Borgia; dopo il dominio della Repubblica di Venezia il castello diventa proprietà dello Stato Pontificio. Da vedere il Museo  Linea dei Goti, che conserva reperti, giornali e manifesti legati al passaggio della Linea Gotica e il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, al cui interno è conservata la tela del fanese Pompeo Morganti raffigurante l’Apparizione della Madonna.

 

Montescudo

Montescudo

Situato tra Rimini e Montefeltro, Montescudo fù abitato dagli Etruschi  e dai Celti, come dimostra il rinvenimento  di alcuni reperti, diventando all’epoca dei Romani un importante stazione di posta. Nel 1460 Sigismondo Pandolfo costrui anche qui una rocca, parte integrante  della sua strategia di difesa  dai Montefeltro.

Oltre alla Torre Civica  in paese si può vedere la ghiacciaia, sempre di epoca malatestiana, una tra le poche perfettamente conservate: al suo interno veniva ammassata la neve, in una sorta di grande frigorifero comune.

 

Morciano di Romagna

Fiera di San Gregorio

Sebbene di origini assai lontani, nel tempo come la maggior parte dei paesi della Signoria dei Malatesta, Morciano ha conosciuto solo nell’ultimo secolo un forte sviluppo, che ne ha fatto un centro commerciale di primaria importanza nella vallata del Conca.

Sede dell’antichissima fiera di San Gregorio, tra le maggiori dell’intera Romagna, nella piazza dedicata a Umberto Boccioni, pittore futurista di origini morcianesi, si trova invece la scultura Colpo d’Ala, realizzata da Arnaldo Pomodoro, anch’egli nato in questo paese.

 

Poggio Berni

Caratterizzato da un grande numero di mulini, a testimonianza della sua vocazione eminentemente agricola, il territorio di Poggio Berni conta anche molte ville e residenze nobiliari, che spiccano tra gli agglomerati di case contadine.

Poggio Berni

Centro della vita della zona era Palazzo Marcosanti, alla cosidetta “Tomba” di Poggio Berni, attualmente sede di una struttura di ristorazione e ospitalità ma visitabile su prenotazione.

In piazza San Rocco si trova invece la Fontana della Memoria creata da Tonino Guerra, che su suggerimento delle Amministrazioni di Poggio Berni, Santarcangelo, Verucchio e Torriana, comuni dei quali è prevista in futuro la fusione, si è ispirato al fiume Marecchia che bagna tutti questi paesi e ai fossili in esso ritrovati.

 

Saludecio

Saludecio

A poca distanza da Mondaino  e dal confine marchigiano il borgo medievale di Saludecio ha mantenuto la cerchia di mura malatestiane: attraverso la Porta Marina si arriva alla piazza del pasese dove si affaccia uno dei santuari più noti della zona, Il Santuario del Beato Amato Ronconi, francescano del XIII secolo di cui si conserva miracolosamente il corpo in un’urna di vetro.

Accanto alla chiesa c’è anche un ricco Museo di arte sacra, dove oltre ad paramenti ed ex voto sono esposti alcuni tra i più interessanti dipinti, tra i quali La processione del Santissimo Sacramento di Guido Cagnacci e I Santi Antonio Abate e Antonio da Padova di Giovan Francesco Nagli detto il centino.

saludecio

Da vedere anche la Torre civica  del XIV secolo, oltre al Convento di Gerolomini con la chiesa annessa. Il nome di Saludecio è da qualche anno legato all’Ottocento festival iniziativa che rievoca la vita dei nostri avi, animando le vie del paese con colorate bancarelle, giochi e spettacoli.

 

San Clemente

San Clemente

Il piccolo paese di San Clemente è noto oggi soprattutto per l’eccellente qualità del Sangiovese  delle colline circostanti:  un tempo fortificato al pari di Saludecio  e Montefiori al quale contese a lungo il dominio della vallata, San Clemente mantiene nel perimetro i segni della struttura difensiva delle mura  e dei bastioni. In piazza mazzini è visibile Il Pozzo dei Fratti, del 1370.

 

San Giovanni in Marignano

 

San Giovanni in Marignano

Anticamente conosciuto come il “granaio dei Malatesta“, San Giovanni in Marignano sorge nella piana della Valle del Conca, a pochi chilometri dalle spiagge di Cattolica: alle campagne intensamente e ordinatamente lavorate  si sono aggiunti in tempi recenti  importanti insediamenti produttivi.

Nel mese di giugno il paese è animato dalla Festa delle Streghe, legata al patron San Giovanni Battista: la notte del 24 giugno, ricorrenza del santo, è infatti secondo la tradizione particolarmente favorevole ai sortilegi.

 

Santarcangelo di Romagna

Gli storici ritengono che il borgo di Santarcangelo di Romagna sia nato poco dopo la fondazione della colonia romana di Rimini, intorno al 268 a.C, anche grazie agli impulso dato agli scambi commerciali dalla via Emilia, che oggi attraversa la cittadina.

santarcangelo

Il centro del paese mantiene la struttura del borgo medievale, dominato dalla rocca a difesa della pianura circostante: governata dai Malatesta sin dal XIII secolo, Santarcangelo ricevette dal Papa Leone XII nel 1828 il titolo di Città.

Sulla piazza principale si staglia il Grande Arco Ganganelli eretto nel 1777 in onore di Papa Clemente XIV nativo di Santarcangelo: durante la fiera di San Martino, detta “fira di bec“, ossia fiera dei cornuti, sotto l’arco pendono due grossa corna, che secondo la tradizione oscillano al passaggio delle persone vittime di un tradimento.

Arco Ganganelli

Tra gli edifici sacri merita una visita la chiesa Collegiata, costruita tra il 1744 e il 1758 da Giovanni Francesco Buonamici, architetto della Cattedrale di Ravenna l quale si deve anche il progetto  della Pescheria riminese. Alla stamperia Marchi è possibile  seguire la realizzazione  delle celebri tele stampate a ruggine, lavorazione rimasta immutata  dal 1600: il “mangano a ruota“, con cui si dà il lustro alle tele, è l’unico esemplare al mondo.

Il Museo degli Usi e Costumi della gente di Romagna espone una vasta collezione  di oggetti legati alla vita e alle tradizioni popolari  della Romagna merridionale: con lo stesso biglietto si visita anche il Museo Storico Archeologico.

In estate, infine, Santarcangelo diventa la capitale del teatro all’avanguardia  con il festival Santarcangelo dei teatri che dal 1971 raduna il meglio  della produzione di ricerca.

 

Torriana

 

castello_di_torriana

Ricchi di storia  i due borghi di Torriana e Montebello, oggi uniti nello stesso comune furono in passato due roccaforte dei Malatesta: Torriana si chiamo fino al  1938 “Scorticata”  nome dovuto all’estrema asprezza del luogo; secondo una tradizione ben radicata proprio nei sotterranei  della fortezza di Torriana sarebbe stato ucciso Gianciotto Malatesta, marito di Francesca da Rimini .

Montebello è invece famoso per l’inquetante presenza di un fantasma, Azzurrina, che risiederebbe nella Rocca dei Guidi di Bagno anch’essa abbarbicata su uno sperone di roccia: appartenuto fino alla meta del Quattrocento ai Malatesta passo poi ai Conti Guidi di Bagno, che ne sono tuttora i proprietari.

In ambienti perfettamente restaurati si trovano ancora alla rocca gran parte degli arredi originali, tra cui si nota una cassa dipinta che si vuole risalente all’epoca delle Crociate.

 

Verucchio

verucchio

Culla dei Malatesta“, Verucchio è il pasese dove nacque uno dei capostipiti della casata, Malatesta il Vecchio, più noto come il “Mastin Vecchio” ricordato da Dante Alighieri nella Divina Commedia.

La storia di questo borgo fortificato è assai antica: tra il IX e il VII secolo a.C  Verucchio  ospitava alcuni insediamenti della cosidetta civiltà Villanoviana, una popolazione di origine etrusca, evoluta e raffinata, della quale restano testimonianze importanti come il grande trono di legno intarsiato conservato nel locale Museo archeologico.

verucchio

La Rocca Malatestiana  è una delle meglio conservate: detta anche rocca del Sasso per la sua posizione, è costituita dalla stratificazione di diversi parti costruite tra il XII e il XVI secolo.

La rocca di Verucchio  appartenne ai Malatesta sin dal fine del 1100 e, nonostante il progressivo spostarsi  del centro della signoria  verso Rimini, dal 1295, restò sempre uno dei centri della vita e della cultura malatestiana.