Rimini a Tavola

Rimini a Tavola

Se la piadina guarnita in mile modi, con affettati, formaggi e verdure e consumata da sola o al posto del pane, è il simbolo indicusso della cucina romagnola, molte altre sono le specialità dell’enogastronomia riminese, i cui sapori decisi e generosi rispechiano appieno il carattere di queste terre: dai cappelletti dei giorni di festa ai piatti di pesce du usanza marinara, dal coniglio in porchetta ai dolci come il Miacetto di Cattolica. Negli ingedienti schetti e genuini dei piatti della tradizione si ritrova il gusto della proverbiale ospitalità romagnola.

 

piadina

Cosa mangiare a Rimini

La cucina della costa propone piatti a base di pesce, dai tagliolini allo scoglio al classico brodetto, che cui in romagna si vuole, all’uso dei marinai, forte d’aceto e nero di pepe; anche i passatelli, tipica minestra romagnola preparata con un impasto di uova, pane raffermo grattugiato e formaggio si mangiano in brodo di pesce, oltre che di carne.

Passatelli

I pescatori  preparano anche la miglior rustida, spiedini di pesce e seppie cotti sul “focone” in un rito che ancor oggi  si ripete nei mesi estivi  sulle piazze e spiagge romagnole.

rustida

Sempre dai marinai arriva la ricetta di una prelibatezza in uso lungo tutta la costa romagnola, i sardoncini marinati nell’aceto di vino, un tempo accompagnati dalla bizula, un pane all’olio a forma di anello, che i pescatori lasciavano essiccare  per consumarlo durante i viaggi  in mare aperto.

Tra i primi il posto d’onore spetta ai cappelletti, serviti in brodo di cappone o gallina vecchia oppure ascutti o al ragù di carne, i cappelletti restano comunque  il piatto delle feste per eccellenza.

strozzapreti

Da provare poi gli strozzapreti  con il sugo agli strigoli, una pasta a base di farina e acqua, condita con un’erba di campo  che tra maggio e ottobre  cresce spontanea sulle colline. Anche i rustici maltagliati, fatti con farina di mais e acqua e conditi con i fagioli, appartengono alla tradizione contadina, cosi come il profumatissimo coniglio in porchetta, insaporito con lardo o pancetta e finocchio selvatico.

Tra i contorni più caratteristici ci sono le erbe di campo, oiù o meno amare e le patate al forno, aromatizzate con aglio e rosmarino e una generosa spolverata di pepe. Anche nel riminese, come in tutta l’Emiglia Romagna, sono ottimi i salumi e, in generale le carni di maiale, mentre tra i formaggi spunta il pecorino, che a Mondaino e in altre zone viene fatto maturare anche in fossa e lo squacquerone, cremosa delizia di latte vaccino con cui si usa farcire la piadina.

Squacquerone

Semplici i dolci, dalla tradizionale ciambella al bustrengo, diffuso nelle colline verso il Montefeltro e preparato con una varietà di ingredienti tra cui farina bianca, gialla e pane raffermo  grattugiato, ficchi secchi, mele e scoze di agrumi; mandorle, dolci e uva passa  anche per il miacetto, dolce tipico di Cattolica, un tempo riservato alle feste natalizie ma che oggi si trova sempre più spesso nelle pasticcerie e panetterie.

olive

La provincia di Rimini è, nella regione, quella che vanta la maggior concentrazione di frantoi, che lavorano olive provenienti in gran parte dalle coltivazioni in Val Marecchia  e Val Conca: l’olio delle colline riminesi  è caratterizzato da un sapore delicato ma deciso, dalle sfumature amarognole, ed è ottimo sulle insalate e sul pesce.

Piadina Romagnola

 

piadina romagnola

  • farina bianca 500 g
  • strutto 30 g
  • acqua
  • bicarbonato
  • sale

Preparate un impasto piuttosto elastico con farina bianca, strutto, un pizzico di sale, uno di bicarbonato e poca acqua tiepida. Ricavate dall’impasto 7-8 palline che lascerete riposare per mezz’ora sotto un canovaccio pulito. Servendovi del matterello stendete ciascuna pallina in un disco   di 3-4 mm di spessore, del diametro di 15-20 cm. La piadina  cosi ottenuta va cotta su una teglia di ferro molto calda, forandone la superficie con i rebbi di una forchetta  nei punti in cui dovessero formarsi delle bolle, il tempo di cottura e di pochi minuti e varia a seconda delle dimensioni e dello spessore dell’impasto.

 

La strada dei vini

Tra i borghi dell’antica signoria dei Malatesta e la spiaggia, nelle dolci colline delle vallate dei fiumi Conca e Marecchia si snoda la Strada dei Vini e dei Sapori de Colli di Rimini, che riunisce agriturismi, eonoteche, aziende agricole e botteghe in un percorso alla scoperta delle più tipiche espressioni della cultura romagnola, affiancando ai sapori e ai profumi dell’enogastronomia una serie di lavorazioni artigiane che vanno dalle terrecotte  alle tele stampate a ruggine.

san giovese

Specie nei mesi estivi, la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini offre un programma di degustazioni, serate a tema, eventi che coniugano cultura e cibo, nel contesto della proverbiale ospitalità romagnola, nota da sempre per la sua spontaneità.

A Rimini anche i vini sono Fellini

 

San Giovese

Dal 1996 i vini riminesi, già compresi all’interno della più ampia DOC romagnola, possono fregiarsi di un’apposita denominazione  di origine, riconosciuta con il nome Colli di Rimini: il più noto è il Sangiovese, forte e asciutto, dal tipico crlore rosso granato; insieme con altri cinque vini( il Rosso di Romagna e il Cabernet Sauvignon per i rossi, il Bianco dei colli di Rimini, il Biancame e il Rèbola per i bianchi), il Sangiovese guida la schiera dei Felliniani, selezionati tra le migliori DOC riminesi  per la loro capacità di evocare le suggestioni e le atmosfere dei film di Federico Fellini  e contrassegnati da un logo ispirato al manifesto del film  I Vitelloni.